U23D e' un film concerto del 2008 registrato durante l'ultima parte del Vertigo Tour nel 2006. La direttrice artistica degli U2, Catherine Owens debutta alla regia in questo film, supportata dal co-regista Mark Pellington, creato con le tecnologie del 3D e del digitale. Contando Rattle and Hum del 1988, questo film e' la seconda uscita cinematografica degli U2.

Il progetto e' stato creato per sperimentare un nuovo tipo di tecnologia 3D, sviluppata dalla 3ality Digital nel 2003. Dopo essere stato presentato al Festival di Cannes 2007, la pellicola e' stata proiettata al Sundance Film Festival 2008, per essere poi distribuita in 600 sale in tutto il mondo a partire dal febbraio 2008.

Dal 28 maggio 2010 U23D torna nelle sale italiane, distribuito da Digima Free Days, societa' attiva nella diffusione del cinema digitale.

Quest'esperienza cinematografica unica, completamente immersiva, che mette gli spettatori all'interno della pulsante energia di un concerto della band piu' popolare del mondo, unendo l'innovativa tecnologia digitale per le immagini 3D e il suono surround con l'emozione di un concerto live degli U2, torna in Italia potendo contare oggi su un numero di sale attrezzate molto maggiore rispetto al 2008.

 

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Dettagli Aggiuntivi

Durata: 85 minuti

Luoghi riprese: Argentina

Compagnia: 3ality Digital Entertainment

Sito Ufficiale: www.u23dmovie.com

 

Brani Presenti

1) Vertigo

2) Beautiful Day

3) New Year's Day

4) Sometimes You Can't Make It On Your Own

5) Love and Peace Or Else

6) Sunday Bloody Sunday

7) Bullet The Blue Sky

8) Miss Sarajevo

9) Pride (In The Name Of Love)

10) Where The Streets Have No Name

11) One

12) The Fly

13) With Or Without You

(sui titoli di coda: Yahweh)

 

Alcune Recensioni

Daniela Persico da "L'Espresso"

Si superano i cancelli dello stadio. Si corre a perdifiato per arrivare primi all'evento: il concerto degli U2, in un roboante tour attraverso il Sud America. La tensione sale, si levano le mani, qualcuno davanti a noi li vede per primo e inizia a saltare. Bono e i suoi non fanno a tempo a salire sul palco e gia' intonano Vertigo. Le luci ci appannano la vista, il ritmo della batteria carica la massa che si spinge in avanti e ci catapulta sotto il palco dove il cantante irlandese continua ad interpretare i suoi trascinanti successi. Si susseguono Beautiful Day, One e arriva anche Sunday Bloody Sunday: proprio mentre canta la canzone che lo rese celebre Bono, in un attimo di commozione, disegna con le mani una carezza che si leva verso il suo pubblico.
Un'emozione unica, un sogno per molti fan, reso possibile grazie ad una nuova tecnologia: il documentario musicale U2 3D e' stato infatti ideato e girato pensando unicamente a una fruizione in sale digitale 3D. I registi Catherine Owens e Mark Pellington hanno coordinato diverse troupe di operatori che hanno seguito i concerti sudamericani della band; da questo mastodontico lavoro di squadra nasce il primo evento dal vivo ripreso, prodotto e proiettato con tecnologia 3D. Dopo la presentazione al Festival di Cannes, il film ha girato i cinema europei e da oggi arriva anche in Italia. Guardandolo dalle prime file, U2 3D fa vivere allo spettatore l'emozione del concerto, raddoppiata dalla forza di alcune trovate visive. La piu' sorprendente resta la carezza che Bono ci offre, ma anche la sua smaterializzazione in tanti pixel mentre canta Sometimes you can't make it on our own.

Gabriele Toresani da "Extra Music Magazine"

Arrivo al cinema, prendo il biglietto. All'entrata mi consegnano gli occhialini e la maschera: si raccomandano di trattarli bene. Mi siedo in sala, le luci si spengono e, quando indosso gli occhialini, mi trovo ora sul palco con gli U2, ora in mezzo al pubblico, ora volo e vedo una grande distesa di gente. Questo e' il potenziale del digitale 3D, ed ormai e' pronto per il cinema di intrattenimento. Diretto dai registi Catherine Owens e Mark Pellington (regista dei bellissimi Arlington Road e The Mothman Prophecies), U2 3D mostra varie tappe dell'ultimo Vertigo Tour della band irlandese. La scaletta prevede cinque brani dell'ultimo album How To Dismantle An Atomic Bomb: l'opening credits Vertigo, Sometimes You Can't Make it On Your Own (dedicata al padre di Bono), la travolgente Love And Peace Or Else e la commovente Yahweh. Il resto e' pura goduria per le nostre orecchie (e i nostri occhi): Sunday Bloody Sunday, Pride, Where The Streets Have No Name, One sono solo dei magnifici esempi, canzoni fondamentali della storia della musica che commuoverebbero perfino i sassi. E fa piacere ritrovare The Fly, una delle canzoni simbolo del periodo elettronico degli U2 cominciato con Achtung Baby. Il merito dei registi sta nel fatto di aver creato un'esperienza visiva in cui lo spettatore e' assorbito totalmente. Grazie al 3D e a un'ottima fotografia, non si ha mai l'impressione di assistere a una banale ripresa di un concerto o a una celebrazione del gruppo ma si e' immersi in un'esperienza audiovisiva cosi' rilassante da desiderare che non finisse mai. Un'esperienza sensoriale che riesce a unire spettatore, gruppo e pubblico in un solo limbo, tanto da far percepire al pubblico in sala il calore della serata. E, sui titoli di coda accompagnati dalla versione acustica di Yahweh, la lacrima scende desiderando ancora un po' di tempo prima di tornare alla vita reale. Un grande plauso quindi ai due registi per la loro capacita' di sfruttare la nuova tecnologia 3D in maniera funzionale e convincente, usandola non come modo per meravigliare lo spettatore bensi' come una vera poetica. Certo il merito e' anche della band irlandese, capace da sempre di creare spettacoli suggestivi che ogni volta emozionano e stupiscono. D'altra parte stiamo parlando di una delle piu' grandi band di tutti i tempi.

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