06 - The Refugee

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06 - The Refugee

Messaggio Da fabio.angioletti il Dom 30 Mag 2010, 16:02

Si disse che da quando Bono andò negli USA divenne più politicizzato. Se ne andava in giro con i cubani a San Francisco. In America gli afro-americani, gli italiani e gli altri immigrati nutrono un amore particolare per gli irlandesi. Bono trovava ovunque un’ottima accoglienza e così cominciò a interessarsi a ciò che questi popoli avevano in comune. The refugee nacque in quel contesto.
Refugee si può tradurre con i termini profugo o rifugiato. In questo pezzo si parla delle principali vittime delle guerre: i civili.

Il brano è segnato dalle percussioni tribali di Larry Mullen e aperto dal grido “War! War!” di Bono pronto a raccontare una fuga immaginata che non si compirà mai:

“War, war she's the refugee.
I see your face
I see you staring back at me.
War, war she is the refugee.
Her mama say one day she's gonna
Live in America.

In the morning she is waiting
Waiting for the ship to sail, sail away.”

(Guerra, guerra lei è la profuga.
Io vedo il tuo viso
Ti vedo rispondere al mio sguardo
Guerra, guerra lei è la profuga.
La sua mamma dice che un giorno lei riuscirà a
Vivere in America.

Di mattina lei sta aspettando
Aspetta che la nave salpi, salpi via).

Una ragazza, forse una bambina, rinchiusa in un campo profughi aspetta il momento della fuga, la nave che la strapperà per sempre dall’orrore della guerra. Direzione America; la nuova “terra promessa”:

“War, war her papa go to war.
He gonna fight but he don't know what for.
War, war her papa go to war.
Her mama say one day he's gonna
Come back from far away.

Oh help me
How can you help me?

In the evening
She is waiting
Waiting for her man to come
And take her by her hand
And take her to this promised land.”

(Guerra, guerra il suo papà va in guerra.
Andrà a combattere, ma non sa per cosa
Guerra, guerra il suo papà va in guerra.
La sua mamma dice che un giorno lui riuscirà a
Tornare da molto lontano.

Oh aiutami
Come puoi aiutarmi?

Di sera
Lei sta aspettando
Aspettando che arrivi il suo uomo
E la prenda per mano
E la porti in questa terra promessa).

The refugee si conclude senza certezze: nessuno sa che fine farà quella profuga, di lei si sa che è bella (“She’s a pretty face”) e che la madre continua a predirle un futuro in America, dove probabilmente non arriverà mai:

“War, war she's a pretty face
But at the wrong time in the wrong place
War, war she's a pretty face
Her mama say one days she's gonna
Live in America.
Yeah, America.

War, war she is a refugee.
She coming back
She come and keep you company.
War, war she is a refugee.
Her mama say one day she's gonna
Live in America.”

(Guerra, guerra lei è un bel viso
Ma al momento sbagliato, nel posto sbagliato
Guerra, guerra lei è un bel viso
La sua mamma dice che un giorno lei andrà a
Vivere in America
Sì, America.

Guerra, guerra lei è una profuga.
Sta tornando indietro
Lei viene e ti fa compagnia.
Guerra, guerra lei è una profuga.
La sua mamma dice che un giorno lei andrà a
Vivere in America).




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