01 - A Sort Of Homecoming

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01 - A Sort Of Homecoming

Messaggio Da fabio.angioletti il Gio 10 Giu 2010, 00:54

Bono si immergeva sempre più spesso in letture di vario genere: dalla amata Bibbia, a opere narrative, dalla filosofia alla poesia. Proprio quest’ultimo genere letterario influenzò profondamente il primo brano di The Unforgettable Fire:  A Sort Of Homecoming.

Il frontman irlandese aveva letto un opera di Paul Celan, ebreo di lingua tedesca nato in Romania, morto suicida a Parigi nel 1970. Tra i suoi versi c'è questa massima: “Poetry is a sorto f homecoming” (“La poesia è una sorta di ritorno a casa”). Bono prese questo verso per farlo suo e diventò il nome della prima canzone dell’album.
Altra forte influenza poetica si riferisce al premio Nobel irlandese Séamus Heaney; scrive lo stesso Bono: «Amo molto Heaney, sono sempre stato un suo ammiratore e credo che A Sort Of Homecoing in parte gli appartenga: in quel pezzo intendevo cimentarmi con il suo stile e la sua letteratura dei luoghi. Per me il suono e i colori di questo brano sono molto irlandesi: il vento secco, i valzer di lampi, il cielo e la pioggia di fuoco».

Ecco il testo:
“And you know it's time to go
Through the sleet and driving snow
Across the fields of mourning to
A light that's in the distance
And you hunger for the time
Time to heal, 'desire' time
And your earth moves beneath
Your own dream landscape.
On borderland we run.
I'll be there, I'll be there tonight
A high-road, a high-road out from here.
The city walls are all come down
The dust a smoke screen all around
See faces ploughed like fields that once
Gave no resistance.
And we live by the side of the road
On the side of a hill as the valleys explode
Dislocated, suffocated
The land grows weary of its own.
O com-away, o com-away
o-com, o com-away, I say I
O com-away, o com-away
o-com, o com-away, I say I
Oh, oh, on borderland we run
And still we run
We run and don't look back
I'll be there, I'll be there
Tonight, tonight
I'll be there tonight, I believe
I'll be there so high
I'll be there tonight, tonight.
Oh com-away, I say, o com-away, I say I.
The wind will crack in wintertime
This bomb-blast lightning waltz.
No spoken words, just a scream
Tonight we'll build a bridge
Across the sea and land
See the sky, the burning rain
She will die and live again tonight
And your heart beats so slow
Through the rain and fallen snow
Across the fields of mourning
To a light that's in the distance
Oh, don't sorrow, no don't weep
For tonight at last I am coming home
I am coming home”.

(E lo sai che è ora di andare
In mezzo al nevischio ed alla neve sospinta
Attraverso i campi di lutto verso
Una luce che c'è in lontananza
E tu hai fame di tempo
Tempo di guarire, tempo di 'desiderio'
Ed il tuo mondo si muove sotto
Il tuo proprio paesaggio di sogno
Sul confine noi corriamo
Io sarò là, io sarò là stanotte
Una superstrada, una superstrada esce da qui
Le mura della città sono tutte crollate
La polvere una cortina fumogena tutt'intorno
Vedi visi solcati come campi che un tempo
Non opposero resistenza
E noi viviamo sul lato della strada
Di fianco ad una collina mentre le valli esplodono
Rivoltato, soffocato
Il terreno si stanca di suo
Oh, oh, sul confine noi corriamo
E corriamo tuttora
Corriamo senza guardare indietro
Io sarò là, io sarò là
Stanotte, stanotte
Io sarò là stanotte, ci credo
Io sarò là così alto
Io sarò là stanotte, stanotte
Il vento scricchiolerà in inverno
Questo valzer di lampi da esplosioni di bombe
Nessuna parola pronunciata, solo un grido...
Stanotte costruiremo un ponte
Tra la terra ed il mare
Vedi il cielo, la pioggia bruciante
Lei morirà e vivrà di nuovo stanotte
Ed il tuo cuore batte così piano
Nella pioggia e la neve caduta
Attraverso i campi di lutto
Verso una luce che c'è in lontananza
Oh non affliggerti, no non piangere
Per stanotte finalmente sto tornando a casa
Sto tornando a casa).

Quel “Oh come away” ripetuto più volte richiama la terza influenza poetica: William Butler Yeats. Il verso è stato ripreso dalla sua Stolen Child (Il Bambino Rubato); poesia scritta nel 1889:

“Where dips the rocky highland
Of Sleuth Wood in the lake,
There lies a leafy island
Where flapping herons wake
The drowsy water rats;
There we've hid our faery vats,
Full of berrys
And of reddest stolen cherries.
Oh Come away, O human child!
To the waters and the wild
With a faery, hand in hand.
For the world's more full of weeping than you can understand.
Where the wave of moonlight glosses
The dim gray sands with light,
Far off by furthest Rosses
We foot it all the night,
Weaving olden dances
Mingling hands and mingling glances
Till the moon has taken flight;
To and fro we leap
And chase the frothy bubbles,
While the world is full of troubles
And anxious in its sleep.
Oh Come away, O human child!
To the waters and the wild
With a faery, hand in hand,
For the world's more full of weeping than you can understand.
Where the wandering water gushes
From the hills above Glen-Car,
In pools among the rushes
That scarce could bathe a star,
We seek for slumbering trout
And whispering in their ears
Give them unquiet dreams;
Leaning softly out
From ferns that drop their tears
Over the young streams.
Oh Come away, O human child!
To the waters and the wild
With a faery, hand in hand,
For the world's more full of weeping than you can understand.
Away with us he's going,
The solemn-eyed -
He'll hear no more the lowing
Of the calves on the warm hillside
Or the kettle on the hob
Sing peace into his breast,
Or see the brown mice bob
Round and round the oatmeal chest
For he comes the human child
To the waters and the wild
With a faery, hand in hand
From a world more full of weeping than he can understand”.

(Nel lago dove si immergono gli altopiani rocciosi di
Sleuth Wood
C'è un isola verde
Dove gli aironi battendo le ali svegliano
Gli assonnati ratti d'acqua
Li abbiamo nascosto i nostri tini fatati
Pieni di frutti di bosco
E delle più rosse ciliege rubate
Vieni via, figlio dell'uomo
Verso le acque ed il selvaggio(la natura)
Con una fata, mano nella mano
Perchè il mondo è più pieno di pianto
Di quanto tu non possa capire.
Dove l'onda al chiaro di luna fa luccicare
La sabbia grigio scuro
Dalle molto più lontane "Rosses "
Noi a piedi tutta la notte
Intrecciando balli antichi
Mescolando mani e mescolando sguardi
Fino a che la luna ha preso il volo
Avanti e indietro saltiamo
E inseguiamo le bolle schiumose
Mentre il mondo è pieno di problemi
Ed è ansioso nel sonno.
Vieni via, figlio dell'uomo
Verso le acque ed il selvaggio(la natura)
Con una fata, mano nella mano
Perchè il mondo è più pieno di pianto
Di quanto tu non possa capire.
Dove l'acqua sgorga errante
Dalle colline sopra Glen-Car
Nelle pozze tra i giunchi
Dove a malapena può bagnarsi (specchiarsi) una stella
Cerchiamo le trote addormentate
E sussurrando nelle loro orecchie
Diamo loro sogni inquieti
Sporgendo dolcemente
Dalle felci che lasciano cadere le loro lacrime
Oltre i giovani ruscelli
Vieni via, figlio dell'uomo
Verso le acque ed il selvaggio(la natura)
Con una fata, mano nella mano
Perchè il mondo è più pieno di pianto
Di quanto tu non possa capire.
Via con noi sta andando
L'occhio solenne
Egli non sentirà più il muggito
Dei vitelli sul fianco tiepido della collina
O il bollitore sul piano di cottura
Che canta la pace nel suo petto
O non vedrà più l'inchino dei topi marroni
Intorno alla cassapanca della farina d'avena.
Perche viene, il figlio dell'uomo
Verso le acque ed il selvaggio(la natura)
Con una fata, mano nella mano
Perchè il mondo è più pieno di pianto
Di quanto tu non possa capire).

Il quarto album degli U2 si apre subito con una novità: «All’inizio, quando lavoravo su Boy, October o War, non avevo la più pallida idea nemmeno di cosa fosse un distico, poi ho iniziato a scrivere, a impegnarmi, anche se dovevo fare ancora uno sforzo terribile. Praticamente, se volevo comporre testi decenti dovevo soffrire, anche fisicamente». Bono inizia la ricerca del dettaglio, della parola, del suono e dell’immagine giusta al posto giusto. E le canzoni degli U2 iniziano a cambiare, facendosi sempre più poesia.

A Sort Of Homecoming sicuramente cela in sé quel ritorno a casa, agli affetti lontani per un musicista, che trascorre molto tempo in tour, lontano dalla propria famiglia, dalla propria casa. Quella frase di Celan riveste di un significato speciale, in un certo senso evoca la condizione del vagabondo, la condizione dell’apolide che affligge coloro che, almeno in certe occasioni, sono condotti dalle loro esperienze all’incertezza nei confronti delle loro radici e della loro identità. Il riferimento a Heaney e a Yeats ha l’obiettivo di custodire nel proprio cuore l’Irlanda amata e attraverso questo brano, di realizzare una sorta di ritorno a casa.

Tuttavia, la canzone si può aprire ad una più ampia veduta: quella di un ritorno comune a casa: ad un'unica casa. Il riferimento è biblico: si tratta di quella Casa del Padre dove ritorneremo tutti e ci ritroveremo. Quella casa che si ha la speranza di costruire e realizzare fin da qui sulla terra. Durante il concerto del 9/4/1985 a Pittsburgh, Bono, introducendo A Sort of Homecoming ha detto: “La prossima canzone non è scritta a proposito del mio paese o di qualsiasi paese. Riguarda la speranza che un giorno potremo condividere lo stesso paese. Forse non ci saranno più bandiere, o forse avremo una sola bandiera. E forse quella bandiera sarà bianca”.





Ultima modifica di fabio.angioletti il Mer 03 Lug 2013, 21:06, modificato 1 volta

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