02 - Pride (In The Name Of Love)

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02 - Pride (In The Name Of Love)

Messaggio Da fabio.angioletti il Gio 10 Giu 2010, 02:58

Primo singolo dell’album The Unforgettable Fire, uscì nel Settembre del 1984, un mese prima della pubblicazione dell’album. Ottenne un grande successo arrivando al terzo posto delle classifiche inglesi e nella top 30 americana. Da subito diviene un pezzo storico degli U2. La canzone è stata inserita alla posizione 378 delle classifica di Rolling Stone relativa alle 500 migliori canzoni di tutti i tempi.

La sua genesi è articolata e la canzone, ispirata alla figura di Martin Luther King, inizialmente era stata pensata da Bono sulla figura di Ronald Regan e sull’arroganza dimostrata dagli Stati Uniti nei primi anni Ottanta su temi di politica estera. L’intenzione era quella di usare il riff di Edge per creare un testo sulla politica del presidente americano. Ma non riuscì a farla funzionare ed ebbe subito la sensazione di dover cambiare rotta. Un’idea può assumere una vita propria. Può non fare quel che a volte vorresti facesse. E così puoi soltanto lasciarla libera di trovare la sua strada. Jim Henke, giornalista di Rolling Stone, regalò a Bono, il 15 Novembre del 1983 a Honolulu, Hawaii, un libro di Stephen B. Oates; il tema del libro era la figura di Martin Luther King. Il gruppo si recò al Peace Museum di Chicago e tutti rimasero impressionati dall’esposizione dedicata al leader per i diritti civili dei Neri: Martin Luther King, brutalmente assassinato il 4 Aprile 1968, mentre era affacciato al balcone del Lorraine Motel a Memphis. Egli lottò tutta la vita per il riconoscimento dei diritti al popolo Nero, utilizzando la posizione della lotta non violenta. Fu il più giovane Premio Nobel per la pace della storia, riconoscimento conferitogli nel 1964 all'età di soli trentacinque anni. Spostando l’accento su quel tipo di “orgoglio” (Pride) che King aveva ispirato agli afro-americani, Bono sentì che c’era una canzone molto diversa da scrivere.

Nelle prime due strofe il cantante irlandese fa esplicitamente riferimento alla figura principe dell’Amore: Gesù:

“One man come in the name of love
One man come and go
One man come he to justify
One man to overthrow

In the name of love
What more in the name of love
In the name of love
What more in the name of love

One man caught on a barbed wire fence
One man he resist
One man washed up on an empty beach
One man betrayed with a kiss

In the name of love
What more in the name of love
In the name of love
What more in the name of love.”

(Un uomo viene e va
Un uomo viene, lui per giustificare
Un uomo per rovesciare

Nel nome dell'amore
Cos'altro nel nome dell'amore?
Nel nome dell'amore
Cos'altro nel nome dell'amore?

Un uomo imprigionato in un recinto di filo spinato
Un uomo che resiste
Un uomo finito su di una spiaggia deserta
Un uomo tradito con un bacio

Nel nome dell'amore
Cos'altro nel nome dell'amore?
Nel nome dell'amore
Cos'altro nel nome dell'amore?)

L’uomo che venne sulla Terra nel nome dell’Amore, l’uomo che venne e dopo pochi anni se ne ritornò dal Padre, l’uomo che venne per rendere Giustizia, per rivoluzionare il mondo fu Gesù Cristo. Egli viene preso da esempio da Bono per sottolineare il vero messaggio del Figlio di Dio, ripreso dagli intenti di Martin Luther King, ovvero la Giustizia!

Ancora, nella seconda strofa è evidente il riferimento alla corona di spine, strumento di tortura inflitto a Gesù per deriderlo, ecco la corona del Re dei Giudei. È sempre Cristo l’uomo che resiste, che si dona volontariamente alla sua Passione, ai dolori della sua agonia. È Lui che iniziò la sua vita pubblica sulle sponde del Giordano, dove si fece battezzare e sempre Gesù è l’uomo che fu tradito, nel Getsemani, dal discepolo Giuda con un bacio (Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo?». Lc 22, 48).

La terza strofa si apre sulla cronaca del 4 Aprile del 1968: giorno dell’assassinio di Martin Luther King. Egli viene ucciso con un colpo d’arma da fuoco sparato con un fucile di precisione dal cecchino James Earl Ray.
Nella strofa si fa riferimento temporale all’atto omicida al mattino, invece il colpo fatale fu sparato alle 18:01.

“Early morning, April four
Shot rings out in the Memphis sky
Free at last, they took your life
They could not take your pride.”

(Mattina presto, il quattro di aprile  
Uno sparo risuona nel cielo di Memphis
Libero infine, ti hanno preso la vita  
Non avrebbero potuto prendere il tuo orgoglio).

“Free at last” viene citato da Bono dal celebre discorso (“I have a dream”) tenuto dal reverendo King il 28 Agosto del 1963 al Lincoln Memorial di Washington D.C., al termine della marcia della pace, davanti a 200mila persone: «when we allow freedom ring, when we let it ring from every village and every hamlet, from every state and every city, we will be able to speed up that day when all of God's children, black men and white men, Jews and Gentiles, Protestants and Catholics, will be able to join hands and sing in the words of the old Negro spiritual: Free at last! Free at last! Thank God Almighty, we are free at last!» («quando faremo riecheggiare la libertà, quando la lasceremo riecheggiare da ogni villaggio e da ogni paesino, da ogni stato e da ogni città, saremo riusciti ad avvicinare il giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, protestanti e  cattolici, potranno prendersi per mano e cantare le parole di quell’antico innodei Neri: Liberi finalmente, liberi finalmente. Grazie a Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente!»).
“Free at last” è inoltre l’epitaffio che ancora oggi si può leggere sulla lapide di Martin Luther King, all’Oakland Cemetery di Atlanta, in Georgia.

Ecco che il brano si chiude con il ritornello, con quella frase ancora ripetuta..quel grido di Giustizia, quel grido d’Amore:

“In the name of love
What more in the name of love
In the name of love
What more in the name of love.”

(Nel nome dell'amore
Cos'altro nel nome dell'amore?
Nel nome dell'amore
Cos'altro nel nome dell'amore?)

Bono disse, a proposito di Martin Luther King e del suo contesto d’azione: «venivamo dall’Irlanda, sapevamo cos’erano le bombe e gli omicidi. Mi sentivo vicino alla filosofia di King: lui non era un pacifista passivo, bensì militante. Combatteva in prima linea e il suo modo di intendere la religione era legato alla giustizia sociale. Il suo orgoglio ha ispirato milioni di afro-americani. Le sue parole hanno cambiato il mio modo di vedere le cose. E mi chiedevo: cosa sarebbe successo se un uomo come King fosse vissuto a Belfast negli anni Ottanta? Cosa sarebbe oggi l’Irlanda?».

King aveva confidato di sperare che un giorno i suoi quattro figli sarebbero stati giudicati non per il colore della loro pelle, ma in quanto persone. A oltre quarant’anni dal suo assassinio, il 18 Gennaio 2009, gli U2 si sono esibiti sulle scale del Lincoln Memorial. Bono, prima di intonare Pride, disse: «In questo stesso posto quarantasei anni fa, il Dottor King fece un sogno. Oggi possiamo dire che quel sogno si è avverato». Poche ore dopo si sarebbe insediato il primo presidente afro-americano nella storia degli Stati Uniti D’America: Barack Obama.





Ultima modifica di fabio.angioletti il Mer 03 Lug 2013, 21:07, modificato 4 volte

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Re: 02 - Pride (In The Name Of Love)

Messaggio Da fabio.angioletti il Gio 10 Giu 2010, 03:01

video versione Slane Castle:


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Re: 02 - Pride (In The Name Of Love)

Messaggio Da fabio.angioletti il Gio 10 Giu 2010, 03:02

Live at Slane Castle (01/09/1986):


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