07 - In God's Country

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07 - In God's Country

Messaggio Da fabio.angioletti il Sab 31 Lug 2010, 15:56

La grande carestia irlandese iniziò nell’estate del 1845. Nessuno sapeva come fermarla, ma tutti speravano se ne andasse presto. All’inizio si pensava ad un fungo che distruggeva completamente i raccolti, anche quelli dell’alimento base per gli irlandesi del Seicento: la patata. In meno di cinque anni morirono di fame oltre un milione di persone, uccise anche dal diffondersi di tifo e colera. Quando finì l’emergenza, nel 1852, l’Irlanda contava quasi tre milioni di abitanti in meno: chi non era morto aveva deciso di scappare dalla fame, generando un esodo senza precedenti che vide partire oltre sei milioni di irlandesi. Quasi cinque di questi sbarcarono sulla costa del Paese di Dio: gli Stati Uniti d’America:

“Desert sky
Dream beneath a desert sky
The rivers run
But soon run dry
We need new dreams tonight”

(Cielo di deserto
Sogna sotto un cielo di deserto
I fiumi scorrono
Ma presto si asciugheranno
Abbiamo bisogno di nuovi sogni stanotte)

L’America vista dall’Irlanda, gli emigrati descritti come sognatori che ogni giorno muoiono sulle navi della fame per vedere cosa c’è dall’altra parte, sulla costa americana: la Statua della Libertà è la prima cosa visibile dalle imbarcazioni provenienti dal Vecchio Continente, simbolo di speranza e benessere per milioni di irlandesi. In realtà la statua, disegnata dall’architetto francese Bartholdi, fu inaugurata nel 1886, ma Bono la utilizza come immagine per cantare la migrazione del suo popolo, ammettendo di aver capito la propria identità solo una volta arrivato negli Stati Uniti: «l’America è stata la Terra Promessa per molti irlandesi e io sono uno di loro, mi sento parte di questa massa, perché solo quando mi sono trovato a vivere negli Stati Uniti ho capito cosa significhi appartenere a un popolo fuggito alla grande carestia, dalle malattie, dall’indigenza, mentre il governo britannico restava indifferente. E l’emigrazione è continuata, legalmente e illegalmente: alcuni sono scappati dalla disoccupazione elevata, altri dalle bombe dell’Irlanda del Nord. E alla fine sono state le loro mani a costruire l’America».

In God’s Country mescola visioni e sogni, con costanti riferimenti evidenti all’America, dalla rosa del deserto tipica dell’Arizona fino alle croci ricurve, ovvero il cactus Saguaro tipico del deserto di Sonora:

“Desert rose
Dreamed I saw a desert rose
Dress torn in ribbons
And in bows
Like a siren she calls (to me)
Sleep comes like a drug...In God's Country
Sad eyes crooked crosses...In God's Country”

(Rosa del deserto
Ho sognato di vedere una rosa del deserto
Dal vestito strappato in nastri
Ed in fiocchi
Come una sirena lei grida (verso di me)
Il sonno arriva come una droga...Nel Paese di Dio
Occhi tristi croci piegate...Nel Paese di Dio)

Nella parte finale del brano è evidente il riferimento alla Statua della Libertà e alla fiaccola accesa che tiene in mano:

“Set me alight
We'll punch a hole right through the night
Everyday the dreamers die
To see what's on the other side
She is Liberty
And she comes to rescue me
Hope Faith, her vanity
The greatest gift is gold
Sleep comes like a drug...in God's Country
Sad eyes crooked crosses...In God's Country”

(Accendimi
Con un pugno faremo un buco proprio attraverso la notte
Tutti i giorni i sognatori muoiono
Per vedere cosa c'è dall'altra parte
Lei è Libertà
E viene per salvarmi
Fede Speranza, la sua vanità
Il più grande regalo è oro
Il sonno arriva come una droga, nel Paese di Dio
Occhi tristi croci piegate, nel Paese di Dio)

La chiusura contiene invece un riferimento biblico: ai figli di Caino, primogenito di Adamo ed Eva, che aveva assassinato il fratello Abele. Bono dice di stare dalla parte dei figli di Caino, sinonimo di peccatori e di tutti coloro che sbagliano:

“Naked flame
She stands with a naked flame
I stand with the sons of Cain
Burned by the fire of love
Burned by the fire of love”

(Fiamma scoperta
Lei resta con una fiamma scoperta
Io resto con i figli di Caino
Bruciati dal  fuoco dell'amore
Bruciati dal  fuoco dell'amore)

In God’s Country ruota attorno alla speranza, alla necessità di trovare un’altra via, al bisogno quasi fisico di nuovi orizzonti, come spiegherà Bono in un’intervista alla fine del 1987: «“We need new dreams tonight”: in quella frase c’è il cuore del pezzo. Ma dove sono i visionari, la gente che sogna? Stiamo entrando in una nuova epoca, molto simile a quella della Rivoluzione Industriale, in cui le macchine prendono il posto degli uomini e la disoccupazione continua ad aumentare. E la vita finisce per diventare sempre più complicata».





Ultima modifica di fabio.angioletti il Mer 03 Lug 2013, 21:27, modificato 1 volta

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Re: 07 - In God's Country

Messaggio Da fabio.angioletti il Sab 31 Lug 2010, 15:57

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