Larry Mullen jr intervistato per The Man On The Train

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Larry Mullen jr intervistato per The Man On The Train

Messaggio Da santipsedge il Mer 16 Nov 2011, 21:05

Larry diventato attore parla, in un'intervista al Tribecafilm del suo 'salto dal ponte' direttamente nel cinema, nel remake del film, dove ricordiamo recita accanto a Donald Sutherland. Larry, che ha rivestito il triplo compito di attore, produttore e supervisore della colonna sonora,ha parlato del suo 'battesimo del fuoco', del suo metodo di recitazione, e cosa sembra lavorare con un'icona.


Tribeca: Congratulazioni per il tuo debutto da attore! Chiaramente, sei sempre stato un uomo creativo. Quando hai realizzato che avevi un interesse nella recitazione, e c'era qualcosa di particolare che ti ha spinto ad affrontare questa nuova sfida?

Larry Mullen Jr: Ho sempre avuto un interesse nel fare qualcosa che fosse al di fuori della mia zona comfort; avevo questa cosa, sul bordo della scogliera, e ho deciso di saltare. Penso che probabilmente è un pò come immaginare che si possa godere delle immersioni in mezzo agli squali o fare bungee jumping da un ponte molto grande. Pensavo che la recitazione potesse essere una cosa eccitante da fare, ma in generale ho sempre giocato un pò con questa idea, senza mai credere che si sarebbe potuta avverare.

Poi ho incontrato Mary McGucjian, e mi disse "Se tue sei interessato al cinema, potresti guardare questo film", ed era l'originale di Man On The Train, la versione di Patrice Leconte. Così ci ho dato un occhiata, e mi è piaciuto, e ho pensato "beh, sarebbe grande se qualcuno rifacesse questo film e potessi avere una piccola parte; potrebbe essere un'incredibile piccola idea". Per farla lunga, Mary disse "Guarda, se avremo intenzione di farlo, creiamo una partnership". Così facemmo a venni coinvolto nella produzione, cercando di ottenere i diritti etc., divertendomi molto.

E quando ottenemmo i diritti, mi dissero "Beh, stai per recitare la parte di The Man; questa è l'idea". E dissi: "E che c***o" così fui costretto a farla, ma non ero totalmente un partecipante riluttante. E' stata una decisione dannatamente bella da prendere. E naturalmente, quando Donald Sutherland ha accettato, è sembrato come la cosa più stupida che potevo fare nella mia intera vita! [ride] Ma il gioco è fatto. Sono finito sul set a Toronto per 17 giorni lavorando con Donald Sutherland, ed è stato un'esperienza molto diversa per me, te l'ho detto.

T: Cosa ti ha attratto di questa storia? Cosa ti è piaciuto del film originale, e cosa tu e Mary avete pensato potesse essere diverso con questa versione?

L: Penso che la ragione per cui Mary me l'ha mostrato sia a causa di quanto sia difficile per le persone che sono nella musica, in particolare, di fare questo cambiamento [recitare]. C'è una lunga, lunga lista di chi abbia provato e non sia riuscito, non perchè non fossero talentuosi, ma perchè è difficile essere credibili quando si è conosciuti per qalcosa e decidi di fare qualcos'altro.

Il punto di vista di Mary era che il musicista francese Johnny Hallyday [che recitava il ruolo di Mullen nel film francese] abbia fatto diversi film ma non abbia avuto grande successo, e che abbia trovato questo film. E' stato un passaggio di successo, e lei sosteneva che questo si può fare: con una grande storia, un buon regista e via discorrendo.

Johnny non è stato riconosciuto come un grande attore, ma questo era quello giusto per lui, ed è diventato grande in esso. Ecco come è successo.

T: Hai trovato qualche somiglianza con il tuo ruolo di musicista?

L: Penso che ci siano somiglianze, ma in generale quando sei musicista suoni per te stesso. E' un'esperienza personale. Mentre, penso con la recitazione, è come un opposto in qualche modo. E' come il non personale che diventa personale, stai impersonando qualcun altro. Credo per molti giovani attori, che non hanno mai recitato prima, la grande lezione è che a volte le cose che non sai ti danno benefici.

Si è evidenziato per me, devo dire quando ho lavorato con persone come Sutherland. Non sapevo niente di meglio, non sapevo cosa potesse essere il protocollo. Non avevo aspettative di me stesso; non sapevo se avrei potuto farlo. Così ho cercato di fare ciò che era giusto.

Donald Sutherland è un attore straordinario, ma è anche un anziano statista. E' stato solo a metà film che ho capito quanto fosse difficile per lui lavorare con un novizio come me, ma a quel punto non mi importava.

T: Eri già profondamente in esso....

L: Avevo già saltato. Non c'era nulla che potessi fare; non c'erano paracaduti. Ho saltato, è stato così. Ma Donald è stato davvero generoso, nel senso che non mi ha offerto una gran quantità di consigli, ha cercato di insegnarmi. E' stato al di fuori del mio modo, ma mi ha lasciato fare. E penso che sia stato il più grande regalo che potesse darmi. Gli sono molto grato, perchè penso non potesse essere facile vedermi confuso nella varie scene, e non ottenere le cose corrette. Non dev'essere stato facile per lui guardare questo, visto quello che ha fatto, ma ha fatto un passo indietro. E mi ha permesso di salire e scendere.

T: Penso sia stato un onore che lui ti abbia rispettato, e permesso di fare.

L: Assolutamente. E questo è così che lo vedo. E' una cosa incredibilmente generosa da fare per lui.

T: La stampa ricorda che Mary vede il film come un western urbano contemporaneo. Con questo in mente, come ti sei preparato al personaggio, ed è stato il pizzetto parte della tua trasformazione, o era qualcosa con cui dovevi recitare?


L: Sai, ho sfogliato il libro di Stanislavski sul Metodo di recitazione molti anni fa, ma non significava assolutamente niente per me, perchè non avevo esperienza nella recitazione. E quando Mary ed io decidemmo che potevamo andare avanti e farlo, parte del problema per me è stata "Cosa faccio? Come mi preparo per qualcosa del genere?" Ebbe un'idea davvero chiara su come mi avrebbe preparato per fare questo, aveva già lavorato con non-attori, così ho preso una sorta di raccoglitore con dentro tutte le scene, e ho costruito il mio personaggio. Mi sono fatto crescere il pizzetto, e penso di essere entrato nel Metodo, sebbene non avessi idea di cosa stessi facendo.

T: Sei entrato in un diversa mentalità? Qual è stato il processo?

L: Molta di questa parte è stata l'apparenza, lo scontroso, il duro, e la trasformazione in un 'amico' [il personaggio di Sutherland, un professore] era davvero una bella linea. Perchè non recitavo lo stesso personaggio per tutto il film: ho avuto l'opportunità di entrare in contatto con il professore.

Ma il modo in cui il film è stato girato, non era di scene a due etc. E' stato girato in diverse sequenze: interni ed esterni. E' stata una sfida. Durante la mattina dovevo essere in una rapina in banca, e nel pomeriggio, dovevo dire al professore dopo cena che meraviglioso uomo era. Era una sfida solo cercare di capire che tipo dovevo essere in quel momento. [ride]

E l'ho fatto? Penso di sì in alcuni punti. E' convincente? Ha i suoi difetti, voglio dire, non sono un attore, ma è stato definitivamente qualcosa che mi è piaciuto fare.

T: Puoi vedere i difetti più di chiunque altro. Trasformando gli ingranaggi, hai vestito diversi ruoli per questo film: produttore, attore. Cos'hai trovato più impegnativo? E produrre ti ha sorpreso?

L: Certo. Quando sei nel mondo della musica, ogni cosa è molto personale, perchè sei investito in ogni cosa; c'è un particolare attaccamento per la tua musica. Quando stai facendo un film, è molto diverso. Penso come un regista che scrive il pezzo, posso capire come potresti sentirlo personale. [Ma per me], non è stata una sfida personale; era un film. e la parte relativa alla produzione è stata un dato di fatto: come si fa un film, come ottieni i finanziamenti e cose così. Mi è piaciuto il processo. Pensavo meglio, in un modo divertente, rispetto alla recitazione. Che è stato una reale sfida per me, anche se l'ho trovata incredibilmente liberatoria. E' stata l'esperienza più divertente della mia vita? No, ma ho fatto qualcosa che non mi aspettavo di fare.

E per quanto riguarda le musiche, sono venute per caso. Non ero destinato a fare la colonna sonora, ma eravamo a corto di tempo. Mary mi suggerì di stare insieme a Simon Climie, che Mary conosceva da anni; non lo avevo mai incontrato prima. E' un musicista corretto. Così abbiamo lavorato un paio di giorni ed è uscito qualcosa. Non abbiamo avuto molto tempo per questo. E questo probabilmente è stata la cosa più difficile, sono abituato ad avere il tempo intorno a progetti musicali, ma è stato molto diverso, è stata una sfida. Ma siamo riusciti a fare ciò che dovevamo fare. Poteva essere molto diversa, e probabilmente molto meglio. Ed è un brano utilizzato per tutto il film, mi sarebbe piaciuto avere due o tre pezzi, ma semplicemente non ne abbiamo avuto il tempo.

T: Così qual è stato il verdetto? Pensi di recitare ancora, o pensi di scappare a gambe levate dal pazzo mondo del cinema? Quali sono i tuoi programmi?

L: Beh, il mio battesimo è stato di fuoco. Non mi sono sentito umiliato, e non mi sono sentito fallito, come credevo. Non sapevo come poteva andare. Sento di essere stato me stesso e mi piacerebbe fare altri film. Non so quanto sia qualificato. Penso sia davvero deprimente per un regista o un casting trovare qualcosa che io possa fare. Per rispondere alla tua risposta direttamente, dovrei recitare di più
.

fonte: tribecafilm.com



Ultima modifica di santipsedge il Gio 17 Nov 2011, 06:02, modificato 1 volta

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Re: Larry Mullen jr intervistato per The Man On The Train

Messaggio Da lorenza il Mer 16 Nov 2011, 21:47

quanto lo hanno pagato per farlo parlare cosi tanto?? Razz
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Re: Larry Mullen jr intervistato per The Man On The Train

Messaggio Da Niobe2006 il Mer 16 Nov 2011, 21:49

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Re: Larry Mullen jr intervistato per The Man On The Train

Messaggio Da santipsedge il Mer 16 Nov 2011, 21:51

@lorenza ha scritto:quanto lo hanno pagato per farlo parlare cosi tanto?? Razz
ma soprattutto... ha riso..... Laughing

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Re: Larry Mullen jr intervistato per The Man On The Train

Messaggio Da Annalisa il Gio 17 Nov 2011, 08:42

si...io intanto me la son messa via..questo film non uscira' mai in italia...
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Re: Larry Mullen jr intervistato per The Man On The Train

Messaggio Da santipsedge il Gio 17 Nov 2011, 08:46

Magari fra un po su amazon o altri siti almeno in inglese si riesce atrovare. Tengo sottocontrollo

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Re: Larry Mullen jr intervistato per The Man On The Train

Messaggio Da Annalisa il Gio 17 Nov 2011, 08:51

grazie simo...sperando esca sottotitolato!!!
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Re: Larry Mullen jr intervistato per The Man On The Train

Messaggio Da *Elena* il Gio 17 Nov 2011, 11:28

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Re: Larry Mullen jr intervistato per The Man On The Train

Messaggio Da blueiris il Gio 17 Nov 2011, 15:53

@lorenza ha scritto:quanto lo hanno pagato per farlo parlare cosi tanto?? Razz



Grazie Simo per aver postato e tradotto l'intervista Very Happy

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Re: Larry Mullen jr intervistato per The Man On The Train

Messaggio Da mau2 il Gio 17 Nov 2011, 18:40


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Re: Larry Mullen jr intervistato per The Man On The Train

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