03 - Mofo

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03 - Mofo

Messaggio Da fabio.angioletti il Dom 04 Ago 2013, 22:45

Così la definisce Edge:

“è davvero l’estetica dance compiutamente realizzata. Non contiene alcuna pretesa di mantenere la struttura della band; è un pezzo in cui sposiamo la cultura dance, e credo che funzioni. Ottimo testo e ottima produzione. Forse avremmo dovuto avere la fiducia in noi stessi necessaria a fare dell’album un progetto più definito in quella direzione”.

Bono era ad Eze con la famiglia e Edge durante l’anno sabbatico preso dall’intera band. Il 14 settembre del 1994 non fu una data come un’altra per il cantante; ricorreva infatti il ventesimo anniversario della morte di Iris Rankin, sua madre. Avrebbe avuto sessantasei anni.
Venti anni. In mezzo una vita; quella di Bono. Si era sposato e aveva due bellissime figlie che crescevano in fretta. Era diventato un uomo di fama, con gli U2 aveva inciso numerose canzoni che lo avevano portato al vertice del successo. Aveva girato il mondo e incontrato personalità di spicco, persino il presidente degli Stati Uniti d’America Bill Clinton. Ma tutto questo non era abbastanza per lenire il dolore, per dimenticare l’assenza, per superare il trauma della scomparsa della madre. Iris era sempre con lui, quasi fosse passato nemmeno un giorno da quel maledetto e grigio giorno nel quale la vita del quattordicenne Paul cambiò radicalmente per sempre. Paul si svegliava fissando per lunghi minuti il muro davanti a sé:

“Mother am I still your son,
You know I've waited for so long to hear you say so”

(Madre, sono ancora tuo figlio?
Sai, ho aspettato così tanto per sentirtelo dire)

Il terzo brano di Pop si intitola Mofo che è l’abbreviazione di Motherfucker, traducibile con “bastardo” o “figlio di puttana”. Il titolo deriva da una discussione che Bono fece con l’amico Simon Carmody.
Questo pezzo è musicalmente feroce e martellante, un muro di suono che si abbatte inesorabile, una giungla ritmica dove il cantante decide di compiere la sua confessione più profonda. Così Bono si ferma e in ginocchio illumina la canzone con un lampo:

“Mother you left and made me someone
Now I'm still a child but no one tells me no”

(Madre, mi hai lasciato e hai fatto di me qualcuno
Ora sono ancora un bambino ma nessuno mi dice no)

Mofo non è solamente un pezzo rock, pop e elettronico, bensì un volume di psicoterapia concentrato in sei minuti, come dirà lo stesso Bono:

“Era come se in quella canzone ci fosse tutta la mia vita. Chiacchiere sulla morte in forma di blues elettronico. Prende il convenzionale insulto “bastardo / figlio di puttana” e lo trasforma in qualcosa di crudo ed esplicito. Provai anche altri titoli strani, come “Oedipussy” o “Mothership”. Contiene il momento più esplicativo di tutto il disco, nella sua canzone più dura. Suonare Mofo dal vivo era straordinario. La canzone si fermava di colpo in un modo che metteva i brividi e io restavo solo, a parlare di mia madre di fronte a cinquantamila dei miei più intimi amici. Alcune sere mi sorprendeva veramente quanto riuscissi a emozionarmi. Non vedo l’ora di incontrare mia madre. Mi aspetto veramente che avvenga, quando sarà il luogo e il momento giusto. Spero solo di avere un pass per il backstage”.

Il cuore del brano è il dialogo con la madre e intorno ad esso ci sono pensieri e parole in libertà e tra di esse:

“Lookin' for a sound that's gonna drown out the world
Lookin' for the father of my two little girls”

(Cercando un suono che possa soffocare il mondo
Cercando il padre delle mie due ragazzine )

Il padre delle due ragazzine è lo stesso Bono, che durante le registrazioni di Pop era genitore di Jordan di nove anni e di Memphis Eve di sette.

Nel testo compare una citazione del poeta irlandese William Butler Yeats:

“Still looking for the face I had
Before the world was made”

(Cercando ancora la faccia che avevo
Prima che il mondo fosse creato)

La poesia si intitola “Before the world was made” e recita così nell’originale:

“If I make the lashes dark
And the eyes more bright
And the lips more scarlet,
Or ask if all be right
From mirror after mirror,
No vanity's displayed:
I'm looking for the face I had
Before the world was made.

What if I look upon a man
As though on my beloved,
And my blood be cold the while
And my heart unmoved?
Why should he think me cruel
Or that he is betrayed?
I'd have him love the thing that was
Before the world was made”.
Così la traduzione in italiano:

(Se faccio le ciglia scure
E gli occhi più luminosi
E le labbra più rosse,
O chiedo se tutto sia a posto
A uno specchio dopo l'altro,
Non mostro nessuna vanità:
Sto cercando la faccia che avevo
Prima che il mondo venisse creato.

Che succede se poso lo sguardo su un uomo
Fosse pure il mio amato,
E il mio sangue intanto resta freddo
Ed il mio cuore immoto?
Perché dovrebbe pensare che son crudele
Oppure che è stato tradito?
Vorrei fargli amare quel che era
Prima che il mondo venisse creato)

C’è una seconda citazione letteraria nel testo di Mofo:

“Lookin' for to fill that God shaped hole”

(Cercando di riempire quel buco a forma di Dio)

Questo verso è ispirato ad un passo di Salman Rushdie:

“Ho sempre detto che dentro di me c’è un enorme buco a forma di Dio, e per molti anni sono stato tormentato da questo vuoto, da questa assenza. Adesso credo che la forma di questo buco sia addirittura più importante del vuoto stesso”.

Dopo vent’anni, otto dischi pubblicati e settanta canzoni, Bono è riuscito ad ammettere a se stesso la morte della madre e a superarla, riprendendo e continuando ad intessere con lei una relazione filiale d’amore.


“lookin' for to save my soul
lookin' in the places where no flowers grow
lookin' for to fill that GOD shaped hole
mother mother sucking rock and roll
holy dunc, spacejunk comin' in for the splash
white dopes on punk staring into the flash
lookin' for baby Jesus under the trash
mother mother suckin' rock and roll
mother (scat singing) rock and roll
mother am i still your son,
you know i've waited for so long to hear you say so
mother you left and made me someone
now i'm still a child but no one tells me no
lookin' for a sound that's gonna drown out the world
lookin' for the father of my two little girls
got the swing got the sway got my straw in lemonade
still looking for the face I had
before the world was made

mother mother sucking rock and roll
bubble poppin' sugar droppin' rock and roll
(scat singing)
woo me sister
move me brother
soothe me mother
rule me father
show me mother”

(Cercando di salvarmi l’anima
Cercando nei posti dove non crescono fiori
Cercando di riempire quel buco a forma di Dio
Mamma, mamma, succhiando rock and roll
Santa polenta, spazzatura spaziale che entra per l’ammaraggio
Bianchi stimolanti sul punk che fissano il flash
Cercando Gesù bambino sotto la spazzatura
Mamma, mamma succhiando rock and roll
Mamma (...) rock and roll
Madre, sono ancora tuo figlio?
Sai, ho aspettato così tanto per sentirtelo dire
Madre, mi hai lasciato e hai fatto di me qualcuno
Ora sono ancora un bambino ma nessuno mi dice no
Cercando un suono che possa soffocare il mondo
Cercando il padre delle mie due ragazzine
Ho il ritmo, l’oscillazione, ho la mia cannuccia nella limonata
Cercando ancora la faccia che avevo
Prima che il mondo fosse creato
Mamma, mamma succhiando rock and roll
Scoppiabolle rovesciazucchero, rock and roll
(...)
Corteggiami sorella
Muovimi fratello
Calmami madre
Guidami padre
Mostrami madre)




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Re: 03 - Mofo

Messaggio Da fabio.angioletti il Dom 04 Ago 2013, 22:49

Live in Mexico City durante il Popmart Tour:



Live agli Award Show del 1997:




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Re: 03 - Mofo

Messaggio Da fabio.angioletti il Dom 04 Ago 2013, 22:51

Live in Reggio Emilia con intervista iniziale:


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Re: 03 - Mofo

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