[U2&US] No More, No War!

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[U2&US] No More, No War!

Messaggio Da Esmeralda il Mer 03 Set 2014, 17:58

A chi non è capitato in questi giorni di 'incappare' in un telegiornale che riporta immagini di guerra, sangue e massacri? Uso il termine 'incappare', perchè vedere i danni della guerra è sempre orribile e l'istinto ci porta subito a metter su un altro canale per poter continuare a mangiare con serenità il nostro bel piatto di maccheroni al ragù. Sapere che a causa di un bombardamento è stata uccisa una bambina di cinque anni e vedere la desolazione di palazzi crollati sotto cumuli di polvere nera, non ci farà certo passare una piacevole pausa pranzo. Perciò cambiare canale è quasi d'obbligo, per continuare a restare nel nostro piccolo mondo ovattato e tranquillo.
Fino a che non ci ha dato nemmeno più fastidio vedere il telegiornale, perchè è diventato NORMALE per noi ciò che vedevamo. C'è la guerra tra Israele e Palestina? Beh è normale: si sa, quelle zone sono sempre in guerra, così come è normale considerare una certezza la pace qui in Italia

Vedere gli spaccati di vita (e morte) di popoli così lontani da noi, porta subito a pensare: ci sarà mai la pace per un minuto intero, nello stesso istante, in ogni angolo del globo? Ci sarà mai un minuto in cui non ci sarà nessun uomo che ammazza un altro uomo? Probabilmente avremo la pace quando ci saremo già uccisi tutti l'un l'altro.

560 milioni è il numero approssimativo delle anime stroncate a causa dei conflitti (il dato è stato stimato da Matthew White nel suo libro dal nome 'Il libro nero dell’umanità'). E' una cifra che spaventa e rende bene l'idea di cosa è in grado di fare quell'essere perfetto e intelligente chiamato 'UOMO' : 560 milioni di persone morte per reclamare un pezzo di terra, per dar tributo ad una religione, per accaparrarsi le risorse del nostro sempre più esausto pianeta Terra

E' vero, probabilmente non ci sarà mai un minuto di pace e sarebbe utopistico anche solo pensarlo: il mondo è governato da dinamiche che nemmeno noi a volte comprendiamo del tutto. Così come è evidente, purtroppo, che di fronte a cose più grandi di noi...non possiamo farci proprio un bel niente. Ma questa è una scusa per restare indifferenti?
Quello che è profondamente sbagliato, è il fatto che non ci arrabbiamo più per ciò che accade: alla notizia di un giovane ragazzo morto per mano di un conflitto diciamo 'Ohhh poverino' e dopo 2 secondi pensiamo già ad altro, quando invece dovremmo essere furenti, angosciati, tristi.

Così mi è venuto in mente il discorso di Bono: di quel Bono che ci ha colpito il cuore e ha avuto il potere di affascinarci, conquistarci e accrescere in noi la consapevolezza che è un nostro dovere e diritto protestare, urlare al mondo che la violenza NON CI STA BENE, CHE LA GUERRA NON CI STA BENE
Quel Bono in grado di risvegliare quella parte assopita che c'è in noi, ha scacciato anche solo per i 6 minuti della durata della canzone, quell'apatia che ci rende 'piacevolmente insensibili' e codardamente indifferenti. Quel Bono in versione bianco e nero di Rattle and Hum, in bretelle e capelli bagnati di sudore, non ha avuto paura di gridare il suo pensiero davanti a tutti regalando un' interpretazione di rara intensità di Sunday Bloody Sunday

Gli U2 tenevano un concerto in America quando giunse loro la notizia dell'ennesimo attentato nell'Irlanda del Nord a Enniskillen, dove avevano perso la vita 11 persone innocenti.
In tempi come questi, in cui l'alito marcio della guerra si fa sentire in ogni dove, le parole che il cantante degli U2 pronunciò all'epoca, possono portare una ventata di speranza e per questo meritano di essere rispolverate:

'Eccoci qua - gli irlandesi in America. Gli irlandesi sono venuti in America per anni. Tornando indietro, alla grande carestia, quando gli irlandesi fuggivano dalla fame, e il governo britannico non se ne prendeva cura. Ma torniamo ad oggi. Ci sono più immigrati irlandesi che mai, oggi, in America. Alcuni entrati illegalmente, altri legalmente. Molti di loro fuggono semplicemente dall’alta disoccupazione, alcuni fuggono dai disordini nell’Irlanda del nord, dall’odio, dalle celle di isolamento, dalle torture. Altri fuggono dai feroci atti di terrorismo, come quello di oggi in una città chiamata Enniskillen, dove 11 persone sono morte, molte altre ferite, in una Domenica, sanguinosa Domenica'

La canzone parte lenta per poi raggiungere il culmine quando Bono grida al pubblico


'Lasciatemi dire una cosa. Ne ho abbastanza degli americano-irlandesi che non tornano nel loro paese per 20 o 30 anni, che vengono da me e parlano della resistenza, della rivoluzione al ritorno a casa, e della gloria della rivoluzione, e della gloria di morire per la rivoluzione....
FANCULO, LA RIVOLUZIONE!!
Non parlano della gloria di uccidere, per la rivoluzione. Che gloria c’è nel prendere un uomo dal suo letto e sparargli, dinanzi a sua moglie e bambini? Dov’è la gloria, in questo? Dov’è la gloria nel bombardare una parata di commemorazione di vecchi pensionati con le loro medaglie tirate fuori e lucidate per l’occasione? Dov’è la gloria, in questo? Nel lasciarli morenti, o storpi per il resto della vita...o morti sotto le macerie di una rivoluzione...che la maggioranza della gente nel mio paese non vuole?
MAI PIU’!
MAI PIU’!
MAI PIU'!
MAI PIU!'


Chiaramente parliamo di conflitti diversi e di 'tempi' diversi, ma la rabbia...quella che gli U2 sentivano e che anche noi sentiamo (o dovremo sentire) è sempre la stessa. Non hanno perso occasione per manifestare nei loro brani il profondo disprezzo per qualsiasi guerra: Sunday bloody sunday è e resterà una canzone attuale, anche fra 100 anni: perchè purtroppo UOMO E GUERRA sono due parole concepite e nate nello stesso giorno.
Sarebbe bello che, in questi giorni, noi fan degli U2 gridassimo il nostro NO ai conflitti: chi ha Facebook potrebbe farlo postando un video di canzoni degli U2 in cui riferimenti alla guerra sono chiari.

La rabbia è ciò che ci serve per 'restare umani'
Mai più guerra
Mai più sangue
Mai più indifferenza
Mai più paura di urlare:
'FUCK THE REVOLUTION
FUCK WAR'



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Re: [U2&US] No More, No War!

Messaggio Da Bono979 il Gio 04 Set 2014, 11:12

Se fin'ora gli articoli mi avevano emozionato rivivendo gli esaltanti momenti della carriera degli U2, qui credo si tocchi probabilmente l'apice... non solo dal punto di vista musicale ma soprattutto per il messaggio lanciato dagli U2 in anni lontani ma terribilmente attuali...

Credo di essermi ufficialmente innamorato degli U2 proprio con Sunday Bloody Sunday... con quella Sunday Bloody Sunday, ascoltata e riascoltata sino al'infinito, di Under A Blood Red Sky...

Hai ragione quando dici che purtroppo il mondo di oggi è decisamente in preda all'apatia, all'insensibilità e all'indifferenza... probabilmente, e non vuole essere una scusante, anche perchè ormai la vita è diventata una folle corsa che non ci permette spesso di fermarci a pensare alle cose che hanno realmente valore... Rolling Eyes

L'unica parte su cui ho opinioni decisamente differenti è quando si parla nell'articolo dell'utopia nella speranza di pace... credo che senza questa speranza verrebbe meno anche lo scopo della vita stessa... Bono in Sunday cantava "per quanto dovremo cantare questa canzone?" che riporta immediatamente alla mente le parole del Salmo riportate in "40"... credo che anche lui, almeno una parte di lui, speri sempre che un essere superiore prima o dopo intervenga per risolvere ciò che l'uomo, per millenni, ha distrutto... Smile
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Re: [U2&US] No More, No War!

Messaggio Da Esmeralda il Gio 04 Set 2014, 12:05

Grazie Davide

in realtà parando della tua ultima riflessione le nostre opinioni non sono molto distanti.
Nella bellissima '40' vediamo che la rabbia espressa dagli U2 in Sunday Bloody Sunday si placa e trova conforto. Gli U2 sono profondamente spirituali...In moltissime canzoni si rivolgono a Dio fiduciosi (e sono le loro canzoni più belle) anche quando sentono che la speranza sta per sparire.
Bono non perde un attimo per rimarcare la sua fede in qualcosa di 'superiore'...ed io sono d'accordo con lui

Solo che a volte dopo l'ennesima brutta notizia, la speranza può vacillare e dar spazio alla rabbia! Quella che io leggo in questa versione di sunday bloody sunday è una rabbia positiva però.....è una rabbia rivolta agli uomini che continuano a machiarsi le mani con crimini orribili
How long to sing this song?


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Re: [U2&US] No More, No War!

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