Intervista a Bono: Provo ancora molta rabbia ma ci sto facendo i conti

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Intervista a Bono: Provo ancora molta rabbia ma ci sto facendo i conti

Messaggio Da Bono979 il Mar 19 Mag 2015, 09:40

Bono: "Ho ancora la rabbia, ma l'ho analizzata... ci sto facendo i conti!". Davanti ad un bicchiere di vino, Bono parla di sua figlia, di sua moglie, della sua arte e della sua rabbia.

E' quel tipo di conversazione dalla quale solo una rock star come Bono potrebbe cavarsela, specialmente alla sua età, senza sembrare un pazzo a piede libero.

E' probabilmente quel tipo di conversazione, inoltre, che potresti avere solo con Bono a notte fonda in un ristorante - in questo  caso a mezzanotte in un ritorante nella downtown di Vancouver. (Gli U2 sono in tour in giro per il mondo, battezzato iNNOCENCE + eXPERIENCE e cominciato lo scorso giovedì in Canada.)

"Questa donna va dal dottore" esordisce Bono "che in realtà potrebbe averle contagiato la sifilide che l'ha portata a perdere il naso." (Leggete nuovamente la frase. Riuscireste ad immaginare Ed Sheeran dire qualcosa del genere?)

"Sta andando dal dottore per un - merda! - un innesto di pelle. E ai tempi l'ordine del giorno a New York era che ti avrebbero preso un pezzo di pelle per farti l'innesto, eccetto che volevano che il flusso sanguigno continuasse. Così lei passa settimane col suo braccio attaccato al suo naso."

"E parla così!" Bono, come un personaggio uscito da uno sketch dei Monty Python, dice imitando l'accento della povera donna con l'avambraccio chirurgicamente attaccato alla sommità della sua testa ed un pezzo della pelle del suo avanbraccio sul "buco del suo naso" per mantenere il flusso sanguigno.

"E' ridicolo. Ed è assolutamente vero - hanno fatto così. E se sei in qualche modo schizzinoso, Gesù! Ma è storicamente accurato. Quando sei esposto a qualcuna di queste procedure mediche che erano in voga al termine del secolo scorso, praticamente non puoi credere ai tuoi occhi. Ma ogni volta che mi sono detto 'questo non può assolutamente essere vero', si è rivelato vero! E poi c'è la donna irlandese che ha portato il tifo, Mary Typhoid. Ci sono alcuni accenti irlandesi terribili, mi limiterò a dire questo."

"Letteralmente più di un centinaio di anni fa," interviene Adam Clayton, "una gravidanza era una sentenza di morte. E pensare ai progressi della medicina adesso...".

Nel caso qualcuno pensi che Bono e Adam stiano bevendo qualche strana miscela spacca cervello a base di assenzio e siano sbronzi per poter parlare in maniera così entusiasta di sifilide, tifo e morte da complicazioni post-parto durante il secolo scorso, non lo stanno facendo. Infatti, Adam sta bevendo dell'acqua mentre Bono gusta un buon bicchiere di pinot nero. No, la ragione per cui l'argomento è venuto a galla è questa: Eve, la figlia di Bono, è una delle star della serie HBO The Knick, ambientata in un ospedale di New York nel 1900.

"E' molto, molto brava," Bono dice orgogliosamente della ventitreenne Eve che interpreta una giovane infermiera chiamata Lucy Elkins. "La parte di Eve diventa più grande nel corso della seconda stagione. Ancora non è stata trasmessa. The Kinck è incredibile per lei. Lo ama. Steven Soderbergh [il regista] è un genio. Finirà di girare domani a Brooklyn. E appena finirà, andrà a vedere il suo vecchio," Bono sorride.

Il suo sorriso si inizia a spegnere quanto ricorda la scena d'amore di Eve con la sua co-star in The Knick, Clive Owen. "Ci sono alcuni episodi che non mi è permesso guardare," ride. "Questo è come so cosa è in grado di fare. Ma è un'attrice molto seria. Ma è anche seriamente divertente. E' una persona molto speciale da avere intorno."

Come descriverebbe suo padre?

"Sono sicuro dovresti chiederlo a lei. Ma ci piace uscire assieme. Voglio dire, al di fuori degli impegni familiari, gli Hewson sono celebri per voler spendere del tempo assieme."

Interrogato su quale fosse stata la reazione di sua figlia quando ascoltò la prima volta Iris (Hold Me Close) - la canzone che Bono ha scritto riguardo la morte di sua madre quando aveva 14 anni - risponde, commosso: "Evie assomiglia moltissimo a Iris."

"Ho pochi ricordi di mia madre," continua, "perché in casa nostra non parlavamo di lei. Perché quello è il modo di molti uomini irlandesi di affrontare la cosa. Quindi non ho davvero molti ricordi di lei. Quindi la rappresentazione visiva di lei non è lì. Non ci sono fotografie di lei. Nulla. Anni più tardi, spunta questo filmino, da un amico di un amico di famiglia. E' un filmato in bianco e nero di lei che gioca a rounders in spiaggia a Rush. Lo faccio partire e, a parte la musica smielata, era molto, molto commovente. Ed è nel nostro spettacolo adesso," spiega. "Credo compaia anche nel suo vestito color limone che indossò al matrimonio di sua sorella."

E' vero che da quando gli U2 hanno cominciato, e le loro sale prove erano accanto al cimitero di sua madre, non ha mai visitato la sua tomba?

"Mai."

Era troppo doloroso?

"No. E' peggio di così. Non sono mai andato lì perché non ci pensavo. E' ancora peggio. Adesso, la risposta al perché non ci ho mai pensato è probabilmente perché era troppo doloroso. Ma abbiamo parlato proprio di questo recentemente," dice, voltandosi verso Adam.

"Dicevamo semplicemente: 'Quanto è folle questa cosa?' Ma subito dopo, qualcuno diceva: 'Quando è stata l'ultima volta che hai visitato la tomba di tuo padre?' Ci sono stato questo Natale. Ma non lo facciamo nella mia famiglia. Quindi sto addirittura portando avanti un po' di quella tradizione."

"Ma la cosa davvero strana era che," dice Adam riferendosi al fatto che Iris Hewson venne seppellita nel cimitero accanto alla prima sala prove degli U2 e Bono non la visitò mai, "la sala prove era nel mezzo del paese. Era dove la band di Regine [Moylett, addetta stampa da lungo tempo degli U2 a Londra] The New Versions erano soliti provare. Ed ho sempre pensato che l'unica ragione per cui tu lo sapessi fosse perché andavi a visitare la tomba di tua madre."

"No," dice Bono quasi solennemente. "Non ci sono stato neanche una volta."

Curiosamente, il secondo singolo degli U2, I Will Follow, rilasciato nell'Ottobre 1980, sembra parlare di Bono, allora appena ventenne, che in qualche modo elabora la morte di Iris.

In particolare con versi come:

'A boy tries hard to be a man
His mother takes him by the hand
If he stops to think, he starts to cry
Oh why? If you walk away, walk away...
'

Era cosciente di star facendo i conti con la dipartita di Iris con I Will Follow?

"Molte volte," risponde Bono, "Non scrivevo i testi all'inizio. Erano solo abbozzi. Abbozzi emotivi di paesaggi emotivi. La canzone parla di amore incondizionato." (In un'intervista per Rolling Stone qualche anno fa, fu chiesto a Bono se la canzone parlasse di sua madre e lui disse che potrebbe parlare anche di Dio.)

"Ricordo di aver provato una specie di piacere nello scrivere una canzone su mia madre. Mi sembrava molto punk essere così non-punk. Ma non sono stato così coraggioso su quest'album," dice Bono, riferendosi a Songs Of Innocence, "perché dopo aver inserto Iris (Hold Me Close) nell'album, ho avuto un momento, dove mi sono detto: "Ah! Grave errore!" Ho provato a toglierla. Poi ho avuto un incidente che mi ha confermato fosse giusto tenerla. Ma, si," sorride, "famiglia, come sopravvivere, come John Cleese ha chiamato il suo libro!"

Bono dice che suo fratello Norman è "commosso" da Iris. "Dice - anche se è sette anni più grande di me - che anche lui non si ricorda molto di lei, il che è molto più strano di me!"

Chiedo a Bono se era cosciente quando ha scritto Songs Of Innocence che stava psicanalizzando sé stesso ed il suo passato abbastanza intensamente.

"Immagino che ognuno abbia una vita complicata. Dovresti farti consiglare da persone che comprendono il funzionamento del cervello. Quando ero adolescente, l'ho fatto, per un po'", dice.

"Dopo alcuni "sfoghi" durante il mio periodo scolastico, ho avuto assistenza da dei professionisti. Alla fine della quale sono stato mandato a casa con il messaggio, sai, 'Non siamo preoccupati per te'. Ma avrebbero dovuto!" Bono ride.

"Quello che vorrei dire anche io è che quello che ho notato con degli amici è che le cose che ti sono accadute quando eri un ragazzino, puoi ignorarle a vent'anni. Ma quando ne hai 30 iniziano a farsi un po' presenti. E' come sotterrare una bomba. Se non ci fai i conti quando hai 40 anni, lei farà i conti con te quando ne avrai 50," dice Bono, che ne ha compiuti 55 la scorsa domenica. "Le vedo ovunque."

Come sta Bono adesso?

"Ci ho fatto i conti attraverso questo processo."

Il vino rosso inizia a farsi sentire e stiamo dividendo una porzione di patatine fritte. Decido di capire quanto a fondo posso arrivare, psicologicamente, con uno degli uomini più famosi del mondo.

Gli chiedo se sarebbe diventato la persona che è adesso se sua madre non fosse scomparsa quando era così giovane.

"Quello è il momento nel quale sono diventato un artista," risponde. "Se non fossi diventato un artista, non so cosa sarei finito per essere."

I suoi testi sono diventati una medicina per le ferite inferte dalla morte di sua madre quando aveva 14 anni?

"Ho riempito il vuoto in così tanti modi. Nel mio caso sono stato fortunato ad averlo riempito con la fede, ad averlo riempito con Alison, ad averlo riempito con Guggi e Gavin. A riempirlo con Larry, Edge e Adam. E' una maniera differente di guardare ad una ferita, no? Non è solo un buco nel tuo cuore. E' anche un vuoto che puoi riempire con così tante cose meravigliose."

La morte di sua madre ha lasciato in lui un "buco a forma di dio" che ha riempito con la rabbia?

"Era rabbia. Ho ancora la rabbia, ma l'ho analizzata. Ma durante la mia adolescenza era solo rabbia. Rabbia nell'amicizia. Rabbia nella musica. Rabbia in Ali. Ma adesso sto facendo i conti con quella rabbia."

Crede che la posta in gioco sia molto alta per gli U2 in questo tour?

"Si," risponde e poi si ferma.

Gli faccio pressione per capire come mai abbia questa sensazione.

"Perché anche se crediamo in noi stesso ed in particolare in queste nuove canzoni," dice Bono,"c'è sempre quella parte di te che pensa: 'Suvvia. Sono passati 30 anni. Perché non ce ne andiamo a f******o e liberiamo la strada al prossimo grande fenomeno?"

E' mai stato tentato dall'andarsene a f*****o e a liberare la strada?

"Oh, si. Molte volte. Attualmente sono in un quella fase dove mi interessa sapere se queste canzoni sono arrivate alla gente. So che 35 milioni di persone le hanno ascoltate regolarmente ma significa che queste canzoni hanno un significato per loro come altre canzoni?" si chiede Bono. "Non lo so" aggiunge, quasi esitante. "Quindi, vedremo.".

"Ad ogni modo, se non le dovessimo suonare bene, come potremmo aspettarci che arrivino alla gente? Sai, ho dei problemi alla voce al momento. Ci sono un po' di cose che potrebbero inibirmi, ma se dovessimo riuscire ad avere una performance al pieno potenziale - e le canzoni non dovessero arrivare a destinazione - io ho chiuso..."

Fonte | Barry Egan / Sunday Indipendent
Traduzione | Gaetano Chirico / Le Migliori Frasi degli U2 Facebook Page




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Re: Intervista a Bono: Provo ancora molta rabbia ma ci sto facendo i conti

Messaggio Da fabio.angioletti il Mar 19 Mag 2015, 20:37

parole forti e vere che nascono dal profondo! Grazie a Paul (più che Bono) per aver condiviso aspetti così personali..grazie perchè attraverso queste parole si può crescere..
Un grande uomo oltre ad essere una grande rock star


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Re: Intervista a Bono: Provo ancora molta rabbia ma ci sto facendo i conti

Messaggio Da Bono979 il Mar 19 Mag 2015, 20:41

Si concordo Fabio... una delle più belle interviste degli ultimi tempi, probabilmente anche grazie alle intelligenti e non banali domande del giornalista... Smile

Passa il tempo ma in queste interviste continuiamo a ritrovare il Paul che noi tutti abbiamo imparato ad apprezzare... Cool
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Re: Intervista a Bono: Provo ancora molta rabbia ma ci sto facendo i conti

Messaggio Da Niobe2006 il Mar 19 Mag 2015, 23:00

Bellissima intervista, grazie per averla tradotta e riportata Smile

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