Bono Parla Di Boy Su Rolling Stone

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Bono Parla Di Boy Su Rolling Stone

Messaggio Da rachele il Lun Ago 04, 2008 10:08 pm

Questo potrebbe essere il più grande commento scirtto fino ad ora su Rolling Stone: Bono degli U2 dopo aver letto un'intervista Di David Fricke riguardo alla riedizione di Boy,ha deciso di rispondere al commento. Sforunatamente lui ha oltrepassato i limiti delle parole previsti per la sezione dei commenti. Ma comunque possiamo avere il testo completo. Non vi faremo nessuna anticipazione tranne che per dire che Bono ha detto che la band sta finendo " il loro più completo e radicale album di sempre." Senza aggiungere altro passiamo al commento.
Ai tempi di Boy, eravamo un gruppetto che si ispirava al post punk, ed ai tempi ricevemmo molti complimenti da parte di David Fricke. Boy è sempre stato un album nel quale ho creduto. Ancora oggi ricordo una generosa intervista di Jon Pareles del 1980 per The Village Voice, ad un certo punto diceva una cosa del genere:" Questo è Peter Pan, spero chenon crescano tanto in fretta." Comunque, nel frattempo io e la mia band abbiamo appena finito " il nostro più completo e radicale album di sempre."
Ho riascoltato Boy per la prima volta dopo oltre venti anni e non sembrava promettere bene a partire dall' accento pseudo britannico e dal piccolo particolare che il cantante suonava come una ragazza... è presente il gene fastidioso dell' auto consapevolezza e dell' auto immolazione... tu vorresti dare uno schiaffo al cantante per molti motivi a cominciare dal motivo della presunzione... Il cantante ovviamente è stato influenzato dall'ascolto dei Siouxie and The Banshees, dei Joy Division,e di qualcun altro, a loro cercavo di combinare malizia ed abilità ma questo era troppo per un adolescente del nord di Dublino...io non ero ne del tutto protestante e ne del tutto cattolico, L'Irlanda mi ha portato alla ricerca di una identità non regionale, e questo va avanti tuttora.
Per quanto rigurada "i non testi", supplicai Steve Lillywhite di non farsi aiutare dalla scrittura... bene...la scusa era quella di fare come un altro idolo del Pop, Iggy, i loro tesi per la maggior parte venivano scritti direttamente al microfono, e questo gli dava autenticità ma era davvero difettosa l'idea che i punti di forza potessero compensare i punti deboli... forse perchè era un album che parlava di vulnerabilità. Boy evita i soliti temi del rock and roll che si affretta a deturpare la sua innnocenza attraverso la furbizia, evita i soliti temi del sesso e della droga; invece parla del rifiuto di crescere.

Se il 99% del rock and roll parla di sesso, l'1% parla della verginità e della volontà di non perderla. Adesso capisco perchè l'album ha riscosso un grande successo tra il pubblico gay, sopratutto con canzoni come Twilight e Stories For Boys.
A quel tempo ci fu una certa irritazione religiosa, perchè a soli 18 anni avevo scritto una canzone che parlava dell'amore sotto forma di agape... invece per questa audacia, mi sarei meritato un grande riconoscimento... I Will Follow, ha ancora un ritmo frenetico ed ha una caratteristica innovativa ( le percussioni sullo sfondo sono date da una forchetta da cucina che tocca i raggi della ruota di una bicicletta.)
Il basso di Adam Clayton mi stupisce ancora oggi, va oltre alle capacità di invenzione di John Entwisle e di Peter Hook...Larry Mullen fa di tutto per creare delle parti di tom tom nel tentativo di storidre e cotemporaneamente di avere un suono limpido. Sono daccordo con David Fricke quando dice che noi ancora non avevamo una sezione ritmica intesa in senso tradizionale... ma forse c'era qualcosa di più interessante...la produzione di Steve Lillywhite, merita sicuramente una maggiore attenzione, perchè ha messo la sua grande abilità di creare un suono nelle mani di musicisti principianti.
Ma la stella dello show è The Edge alcuni pezzi di chitarra devono essere condivisi con gruppi che ci hanno aiutato a crescere, gente come i Pink Floyd, Pil e Television...chitarristi come Stuart Adamson, Vinnie Reilly ecc... ma quello che accade è veramente speciale...il genio genuino di Edge, si sviluppa sulla carta fotografica bianca, evitando tutte le scale di blù che abbagliano un qualsiasi altro chitarrista che abbia mai ascoltato i Led Zeppelin. The Edge trova nuovi colori dalla "tavolozza" del rock... colori che gli appartengono...wow...immagina quel giallo carattersitico di Van Gogh... è proprio di Edge... non sono esattamente sicuro quali siano i colori che gli appartengono... indaco o viola o cremisi?...ma tu riesci ad avvertire l'emozione di un colore e questa è una caratteristica che lo rende unico... noi dipingiamo dalla sua tavolozza. Si sta dedicando ai più grandi Jazzmen " per impossessarsi si un suono suo e sta diventando contagioso..."Così puoi sentirlo esibirsi in molte stanze senza che sia li dentro... è tutto normale?...

Di sicuro è stato maggiormente influenzato da chitarristi e da compositori del calibro di Jimmy Page, Pete Townsend e Neil Young, ma ricordo che lui non ha scandagliato la storia del blues... queste sono acque inesplorate...ci eravamo ispirati al revival psicadelico inglese... The Teardrops Explodes e Echo and the Bunnymen ... loro per certe cose erano davvero meglio di noi. Era tutto qui... comporre canzoni, suonare e mettersi di fronte allo specchio e provare a fare il figo, ma sicuramente il tentaivo di fare il figo raramente coincide con la ricerca dell'arte. Questo era ovvio per molti dei nostri contemporanei ma forse non lo era abbastanza... non mi sto riferendo ai Teardrops o ai Bunnyrabbits oppure agli Wah Heat! ma per molti dei nostri contemporanei, la parte più importante era lo stile di vita, era l'apparire alla moda ma chiaramente non andava bene. Ed è davvero molto importante...Da Elvis ai Beatles, agli Who, agli Stones, ai Clash e a Prince, lo stile è stato parte della rivoluzione e dell'evoluzione del rock... l'unica nostra aggiunta è stata l'incapacità di adattarsi ai grigi vestiti della ribellione ed abbiamo avuto la colpa di pensare che l'apparenza non fosse l'unico modo per trovare un nostro sound...e poi c'erano altre cose, oltre lo stile di vita. Certo la vita dell'artista diventa sempre più trascinante man mano che cresci come artista. Vivere in una soffitta e tagliarsi l'orecchio è molto più romantico delle ferite lasciate aperte dalla fragilità... La Bohemia attira molto di più della suburbia ma forse tu non ci vivi, forse tu vivi in una strada che è simile ad un'altra strada, dove l'opera che va sul retro e che si divide tra le tende è molto più che abbastanza... era essenziale per gli U2.

Tu puoi avere tutte le canzoni, puoi avere la produzione, l'aspetto e l'attitudine ma ancora non hai "LEI", gli U2 davvero non avevano nulla , nulla ma "LEI", per la nostra musica era un sacramento ancora di più rispetto alla pretesa di cercare e di voler trovare la musica in quanto arte, noi volevamo una musica che coinvolgesse te ed il tuo corpo,che ti tirasse fuori dalle tue sicurezze, fuori da te stesso, fuori dalla tua stanza da letto,volevamo una musica che ti trovasse mentre stavi a letto a pregare Dio affinchè proteggesse la tua innocenza...sono orgoglioso di questa piccola polaroid di vita e di non poterla ricordare pienamente.Pure l'abilità di fare errori imbarazzanti,la richiesta di un grande esordio, forse idee nuove, dipinti nuovi e qualcosa per la tela, forse una faccia nuova.

Mi manca la mia adolescenza.

Bono, 3 Agosto.



Fonte U2Star.Com

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Re: Bono Parla Di Boy Su Rolling Stone

Messaggio Da Saoirse il Mar Ago 05, 2008 6:39 pm

Sei stata nominata la nuova "cerca-notizie"?? Smile Smile

Questo testo mi ha confuso un po' le idee.. ma alcune cose sono interessanti. Tra le altre cose pensavo che lui si sentisse cattolico, dopo che per anni l'ho visto come protestante.. Be' adesso si spiega perché non riuscivo a capire.

Certo che Bono è sempre il solito, deve dire la sua e supera il limite di testo.. Very Happy
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It's not why you're running
It's where you're going
It's not what you're dreaming
But what you're gonna do

It's not where you're born
It's where you belong
It's not how weak
But what will make you strong

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Re: Bono Parla Di Boy Su Rolling Stone

Messaggio Da rachele il Mer Ago 06, 2008 10:26 am

beh... si Bono è sempre Bono..più che un commento sembra un auto intervista... a volte è davvero molto intima e si sente che parla colo cuore.. come ad esempio quando descrive The Edge... oppure quando parla della sua adolescenza passata e quel mi manca la mia adolescenza finale, mi ha fatto venire le lacrime... è nostalgico e poi cerca di descrivere la sua vita con le emozioni, e questo mi piace tantssimo... si sente l'uomo e si vede tutta la sua passione per la musica ed il rispetto per tutte quelle tappe che hanno portato gli U2 ad essere la band numero uno al mondo.
Bono ha la capicità di farmi ridere e piangere quasi contemporaneamente...è fantastico...

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Re: Bono Parla Di Boy Su Rolling Stone

Messaggio Da voxina78 il Mer Ago 06, 2008 10:37 am

è vero rachele,succede anche a me,questa è la sua forza,è stato e sarà sempre un grande uomo..


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